10 info su Jericoacoara

In modo rapido, e quasi didascalico, ecco un piccolo decalogo delle cose che si possono fare a Jericoacoara.

1. Duna do por su sol

È uno dei luoghi più spettacolari, più semplici da raggiungere e che maggiormente rimane impresso nei ricordi. 

Se siete sulla spiaggia di Jericoacoara alle 16:30 noterete moltissima gente che va verso la duna. Il primo ad arrivare, però, è un carrettino che vende bibite: quello è il segnale che il tramonto si avvicina. Ah… qui il sole tramonta verso le 17. Siamo praticamente quasi all’equatore! 

2. Alexandre

Verso la fine della spiaggia di Jericoacoara segnalo questo posto (tra tanti) con musica, lettini, e tavolini sulla spiaggia (ma non solo) dove bere birra, vino, capirinha o un semplice latte di cocco guardando il mare. Si mangia bene e si paga giusto. Personalmente qui ho mangiato sempre aragosta.

Elemento non da poco, dispone di una doccia di acqua dolce.

3. Lago Azul/Lago Paraiso
Non lo si può perdere. Un lettino in prima fila all’Alchimista Beach Club, un po’ di tempo in un’amaca nell’acqua e qualche birra e/o cocktail e questo lago di acqua piovana nel deserto sarà uno dei momenti di maggiore relax.

4. Pimienta verde
Ristorante molto carino, molto “quotato” e con una evidente (e sana) influenza italiana.Tutto molto buono.

Ottimo il ceviche, una spigola marinata.

5. Lagoa di Tatajuba
Bellissimo il tragitto nel deserto per arrivarci. 

Si avrá modo di: 

  • attraversare un boschetto totalmente inaridito dall’avanzare del deserto;
  • attraversare un lago in mezzo alle dune su delle zattere di legno molto provvisorie  e spartane (ma perfettamente efficaci allo scopo) che caricano il mezzo di trasporto su cui vi trovate (con voi dentro);
  • passare su dune gigantesche da cui ci si potrá letteralmente lanciare; 
  • fermarsi ad ammirare i resti di un paese completamente seppellito da una duna che si é spostata e che, per questa ragione, si é dovuto spostare a sua volta; 
  • venire a conoscenza del fatto che tra tutte le dune che si sono viste, attraversate, calpestate, “scalate”,  c’è né é una che é vietato toccare in quanto costituisce il punto di riferimento per i pescatori quando ritornano dal mare; 
  • scoprire come la sabbia, in alcuni punti assuma una diversa consistenza e si indurisca fino a creare delle formazioni praticamente solide. 

Lungo il percorso c’è la possibilità di fare una escursione (con un piccolo sovraprezzo da pagare in contanti direttamente sul posto)  su delle barche che conducono i turisti in zone dove è possibile vedere i cavallucci marini.

Il lago di acqua piovana in cui generalmente si sosta per alcune ore è alimentato anche dalle acque di un fiume. Relax e calma incredibili.

6. Pedra Furada

La Pedra Furada é un arco naturale. Scolpita dalle onde marine che, per migliaia di anni, ha scavato la sua porzione più fragile.

A ciò si aggiunge che durante il mese di luglio è possibile vedere il sole tramontare perfettamente allineato nel foro di questo enorme arco.

7. Freddyssimo
Altro ristorantino molto curato, su due piani. Anche qui c’è una evidente influenza italiana.

Ottime le tapas. 

8. Peixaria
Questo è uno di quei posti in cui uno non si fermerebbe mai, perché non capirebbe di cosa si tratta.

Pescheria si giorno, la notte, spariti i banchi, tira fuori qualche tavolo di plastica, e continua a vendere il pesce a peso, solo che poi lo cucina alla brace e lo si può mangiare li. Vende anche il vino ma se uno vuole può portarsi una propria bottiglia e gli viene servita con pochi reales in più.

Io ho mangiato cernia e polpo. Qualità elevata e freschezza garantita.

9. Caipirinha

In Brasile, nella terra della cachaça non poteva mancare una nota sui carretti che si trovano quasi sulla spiaggia, alla fine della Rua principale.

Io ho una mia personale preferenza per uno che aveva una cachaça barril de carvalho (artigianale, in una piccola botte di legno).

10. Zchopp

Quando non si ha voglia di altro se non di una birra ghiacciata, un po’ di musica brasiliana e internazionale, un piatto semplice e tradizionale, una torre di birra o una partita a biliardo.

Il personale è sorridente e gentile.

Io qui ho vissuto l’esperienza di vedere una partita del Brasile in Brasile (Brasile-Colombia per la qualificazione al Mondiale 2018).

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Jericoacoara

A 300 km da Fortaleza si trova, secondo il Washington Post, una delle 10 spiagge più belle del mondo.

Arrivarci non è semplice, per due ragioni:

  1. gli ultimi 24 km sono nelle dune, in quanto si deve attraversare il deserto, per cui non tutti i mezzi sono idonei a percorrere questo tratto (solo un mezzo 4×4, che comunque spesso si insabbia, o una “jardinera”, di cui allego la foto);
  2. per i motivi di cui sopra occorre utilizzare il bus di una società privata (la fretcar) oppure comprare un transfer privato presso un’agenzia del posto.

Andando con ordine, per arrivare si deve attraversare la regione di Cearà, nel Nord Est, e, quindi, si ha modo di vedere un po’ di vero Brasile. 

Lungo il tragitto (che, con un transfer privato, richiede più di 4 ore) mi sono fermato a mangiare una tapioca a Paraipaba, al Restaurante Santa Luzia, un luogo senza pretese. 

La tapioca é il risultato di uno dei molteplici usi della radice di Manioca, pianta Sudamericana con radice a tubero, tipicamente coltivata in regioni tropicali e subtropicali (in Africa è una delle più importanti fonti di alimentazione).

La tapioca si prepara con la farina che si ricava dalla manioca, appunto. E’riempita, arrotolandola, nei modi più vari (dolci e salati: prosciutto, formaggio, uova, farina di cocco, cioccolato, gelato etc).

Il percorso che conduce a Jericoacoara, oltre a essere lungo, consente di ammirare un Brasile molto diverso da quello delle metropoli.

Tanti spazi, case sul bordo strada, ragazzini a piedi nudi in bici e in scooter, persone stese su di un’amaca che, mentre bevono una birra “bem gelada”, guardano le auto che passano…

Come anticipato, l’ultimo tratto è nel deserto: lo scenario é mozzafiato…

Quando finalmente si arriva in questo piccolo villaggio di pescatori, meta ambita di chi ama il windsurf e il kitesurf per il forte vento sempre presente, si resta senza parole.
Inclusa, dal 1984, in un’area di protezione ambientale e, dal 2002, Parco Nazionale, Jericoacoara è un luogo in cui le scarpe sono completamente inutili: l’intero villaggio sorge e vive sulla sabbia.

Ciò che, però, più lascia a bocca aperta è la spiaggia, situata ai piedi di una enorme duna su cui centinaia di persone si recano ad ammirare il tramonto.

L’acqua è caldissima, il sole fortissimo e si può decidere di restare ad abbronzarsi stesi in acque molto basse ancora più calde: quelle di piscine naturali che si formano come risultato della incredibile marea che la sera ricopre tutta la spiaggia e la mattina si ritrae.

Ultime da São Paulo 

Arriva il momento di lasciare la Milano del Brasile.

Per cui, prima di andare vía,  parlerò di due posti da vedere e due posti in cui andare a mangiare.

Il primo luogo da visitare assolutamente è Liberdade,  il quartiere giapponese, anche per le enormi dimensioni della comunità giapponese, ma non solo, a San Paolo (la piú grande comunità giapponese all’estero): il 4% degli abitanti di San Paolo (cerca 456.000 persone) é, infatti, di origine asiática. 

Sono stato in Asia due vole, ho visitato le capitali di Cina e Giappone (Pechino e Tokyo) e posso dire che il quartiere orientale di San Paolo non è una imitazione, un tentativo mal riuscito di scimmiottare l’Oriente. È davvero un pezzo di Oriente in Brasile, a partire degli odori del cibo nelle strade. Scendere alla fermata Liberdade della metro, andarci preferibilmente la Domenica, in quanto c’é il mercato e… dal Brasile all’Asia é…  “un attimo” . 
Il secondo luogo che consiglio di visitare è il Mercado Municipal

Situato in pieno centro di San Paolo (linea blu, stazione São Bento), in uno spazio di piú di 12.000 mq, è un festival di colori (per i tanti tipi di frutta), di suoni (urla, grida e risate) ed è un luogo dove si può comprare un pensiero per qualche persona cara (dalla “pimienta” a una bottiglia di cachaça). 
Progettato nel 1926 dall’architetto Francisco Ramos de Azevedo, fu aperto il 25 Gennaro 1933. Le 72 bellissime vetrate sono opera dell’artista russo Sorgenicht Conrad Filho, famoso per  i suoi lavori sia nella  Catedral da Sé di San Paolo sia in altre 300 chiese in Brasile.

Dentro a questo mercato, precisamente al box 4, al piano superiore, è situato – e qui veniamo al primo dei due posti in cui suggerisco di mangiare – un luogo che non può mancare di visitare chi é a San Paolo: Mortadela Brasil

Io pubblico solo la foto di una delle due specialità della casa, il lanche de mortadela,  chiarendo che generalmente non mangio carne, soprattutto di maiale ma… una cosa così, una volta nella vita va provata. Un vero attentato alle coronarie! 

L’altra specialità è il pastel de camarão, una enorme sfoglia fritta contenente un ripieno di gamberi e vegetali vari a cui mentre si mangia va aggiunta tanta pimienta (varie tipologie di salse di peperoncino).


Il secondo – e ultimo – luogo in cui suggerisco di andare a mangiare, in realtà, di brasiliano ha ben poco: El Guaton, nella zona ovest, quartiere Pinheiros. Sono cileni e preparano la migliore empanada di San Paolo (pietanza tipica argentina ma diffusa in tutta l’America latina, fagottini di pasta a forma di mezzaluna, fritti o al forno, con ripieno generalmente di carne bovina con spezie varie ma anche con varianti come gamberi o formaggio).
Qui è possibile trovare la famosa e ottima birra uruguaiana Norteña.
Bye bye “Sampa”! 

P. S.

Con non poca irritazione non sono riuscito a caricare tutte le foto che avrei voluto… Non so se sia colpa della app o della connessione. 😤😡

São Paulo – Vila Madalena 

Vila Madalena é dove ho scelto di alloggiare in questi giorni in cui soggiorno a San Paolo.

È il quartiere bohemien della città, ricco di cose interessanti da fare e da vedere. È anche uno dei quartieri meglio abitati e meglio frequentati. 

Vi sono mostre, esposizioni, ristoranti, bar. È un quartiere molto vivo, a tutte le ore del giorno e della notte. Per mangiare e bere c’è solo l’imbarazzo della scelta e offre molte possibilità per tutti i gusti e le tasche: si va da locali curati come il “Posto 6” o “Boteco São Bento” a luoghi (apparentemente) piú alla mano come “Emapanadas Bar“, la “Peixaria” o il “Galinheiro“. 

La caipirinha, personalmente, l’ho trovata ottima, particolare e poco “piaciona” al “Boteco São Bento” e alla “Peixaria”.

Una tappa obbligata é il Beco de Batman, una piccola zona (rua Gonçalo Afonso e Medeiros de Albuquerque)  su Rua Harmonia, in cui vi è, praticamente, una esposizione a cielo aperto di murales straordinari. Il nome deriva, giustamente, dal primo graffito (di Batman appunto) fatto nel 1980. 

Al riguardo avviso che va visitato ogni volta che si torna a San Paolo a distanza di tempo, perché trattandosi di murales cambiano continuamente.

 

L’inizio

“Il mondo è un libro, e chi non viaggia ne legge solo una pagina” (Sant’Agostino)

Si inizia nel modo piú semplice: leggendo delle semplici parole scritte su un tabellone. Caratteri e numeri che tutti i giorni compaiono su quest’ultimo e che, per chi non attende il treno che annunciano, non significano alcunché. 

Per altri, invece, significano aprire una nuova pagina di quel libro fantastico che è il mondo. 

Viaggiare da solo significa immergersi completamente nella realtà che si va a esplorare, significa sintonizzarsi con l’ambiente circostante. Significa non parlare la propria lingua. Significa “vivere” quella pagina di quel libro.