Jericoacoara

A 300 km da Fortaleza si trova, secondo il Washington Post, una delle 10 spiagge più belle del mondo.

Arrivarci non è semplice, per due ragioni:

  1. gli ultimi 24 km sono nelle dune, in quanto si deve attraversare il deserto, per cui non tutti i mezzi sono idonei a percorrere questo tratto (solo un mezzo 4×4, che comunque spesso si insabbia, o una “jardinera”, di cui allego la foto);
  2. per i motivi di cui sopra occorre utilizzare il bus di una società privata (la fretcar) oppure comprare un transfer privato presso un’agenzia del posto.

Andando con ordine, per arrivare si deve attraversare la regione di Cearà, nel Nord Est, e, quindi, si ha modo di vedere un po’ di vero Brasile. 

Lungo il tragitto (che, con un transfer privato, richiede più di 4 ore) mi sono fermato a mangiare una tapioca a Paraipaba, al Restaurante Santa Luzia, un luogo senza pretese. 

La tapioca é il risultato di uno dei molteplici usi della radice di Manioca, pianta Sudamericana con radice a tubero, tipicamente coltivata in regioni tropicali e subtropicali (in Africa è una delle più importanti fonti di alimentazione).

La tapioca si prepara con la farina che si ricava dalla manioca, appunto. E’riempita, arrotolandola, nei modi più vari (dolci e salati: prosciutto, formaggio, uova, farina di cocco, cioccolato, gelato etc).

Il percorso che conduce a Jericoacoara, oltre a essere lungo, consente di ammirare un Brasile molto diverso da quello delle metropoli.

Tanti spazi, case sul bordo strada, ragazzini a piedi nudi in bici e in scooter, persone stese su di un’amaca che, mentre bevono una birra “bem gelada”, guardano le auto che passano…

Come anticipato, l’ultimo tratto è nel deserto: lo scenario é mozzafiato…

Quando finalmente si arriva in questo piccolo villaggio di pescatori, meta ambita di chi ama il windsurf e il kitesurf per il forte vento sempre presente, si resta senza parole.
Inclusa, dal 1984, in un’area di protezione ambientale e, dal 2002, Parco Nazionale, Jericoacoara è un luogo in cui le scarpe sono completamente inutili: l’intero villaggio sorge e vive sulla sabbia.

Ciò che, però, più lascia a bocca aperta è la spiaggia, situata ai piedi di una enorme duna su cui centinaia di persone si recano ad ammirare il tramonto.

L’acqua è caldissima, il sole fortissimo e si può decidere di restare ad abbronzarsi stesi in acque molto basse ancora più calde: quelle di piscine naturali che si formano come risultato della incredibile marea che la sera ricopre tutta la spiaggia e la mattina si ritrae.

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